16Set

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE SUL CASO GAZZOLA

Gabioud_Gazzola

In questi giorni alcune persone, non solo tra le molte che intervengono direttamente sul forum di Distanceplus, ma quasi tutte che lo leggono, mi hanno chiesto cosa pensassi in generale di quanto accaduto a Marco Gazzola durante il Tor des Géants 2011.

Il Tor des Gèants in generale, e quindi non solo il caso Gazzola, ha suscitato molto interesse sul sito di Distanceplus. Le oltre 36.000 visite e i quasi 900 messaggi sul topic del nostro forum dedicato alla gara in questione ne sono la più evidente dimostrazione.

Faccio una mia personale sintesi per riorganizzare le idee e per ritornare su alcuni ragionamenti espressi precedentemente in modo errato.

Premetto che quanto segue è una ricostruzione dei fatti basata esclusivamente sull’analisi di quanto scritto dagli organizzatori nei comunicati ufficiali e da quanto detto da Marco Gazzola durante le sue interviste e non deriva da una richiesta di informazioni direttamente agli interessati.

I punti che ci tengo a trattare sono essenzialmente quattro:

1)      DISCORSO REGOLAMENTO

2)      DISCORSO PERCORSO SBAGLIATO

3)      DISCORSO TEMPO IMPIEGATO  DA GAZZOLA

4)      DISCORSO RESPONSABILITA’

 

DISCORSO REGOLAMENTO

Abbiamo discusso e analizzato il regolamento in particolare nella parte che prevede unicamente la squalifica nel caso che un concorrente salti un punto di rilevamento cronometrico.

Io penso che gli organizzatori su questo punto siano perlomeno dispiaciuti. Considerando quanto è successo nel suo insieme e considerando il personaggio Gazzola, ritengo che se il regolamento avesse previsto una sanzione a discrezione dei giudici di gara, con molta provabilità gli stessi non lo avrebbero squalificato ma gli avrebbero inflitto una penalizzazione nel tempo finale.

Qui sarebbe interessante capire come si sarebbe comportato ognuno di noi in quest’ultimo caso. Se il regolamento lo avesse consentito,  quale penalità avremmo dato a Gazzola?

DISCORSO PERCORSO SBAGLIATO

Abbiamo più volete detto che Marco avrebbe dovuto avere la lucidità di tornare indietro per riprendere il tracciato corretto. Da una ricostruzione di quanto da lui detto, io penso che lui fosse realmente convinto  di essere transitato dal Bertone (nell’intervista dove parla di una capanna). Quindi, secondo me, a conti fatti è più facile dirlo a situazione conclusa ma è molto più difficile farlo quando non ti rendi più conto di dove ti trovi in un preciso momento. Ritengo plausibile che lui sapesse che c’era una discesa finale dal Bertone ma il problema è che lo stesso Gazzola aveva realmente incominciato a scendere da quella “capanna” che lui ha scambiato per il Bertone.

Come già detto, io posso immaginare che Gazzola, una volta arrivato sul traguardo, non potesse prendere la decisione di tornare al Bertone e ridiscendere a Courmayeur per concludere la gara perché, appunto,  lui pensava di esserci già transitato.

L’unica obbiezione che si può muovere a Gazzola, ma è veramente un cavillo insignificante al termine di una gara come il Tor e nel suo stato emotivo, è che se avesse letto che al Bertone c’era un punto di rilevamento cronometrico avrebbe forse realizzato che quella capanna non poteva essere il rifugio perché non c’era nessuno addetto dell’organizzazione in quel luogo.

DISCORSO TEMPO IMPIEGATO DA GAZZOLA

Il discorso del tempo impiegato da Gazzola dal Bonatti a Courmayeur va comunque chiarito. E lo dico per il bene dello stesso Gazzola, visto e considerato che da più parti, anche sui canali mediatici dell’organizzazione, qualcuno ha sollevato il dubbio sulla sua veridicità e fattibilità.

Qui per chiarire definitivamente questo discorso, bisognerebbe per prima cosa che qualcuno comunicasse quale strada alternativa ha fatto Gazzola. Penso che per farlo l’unico modo plausibile sia quello di tornare al Bonatti con lui perché è del tutto evidente che lo stesso Gazzola  non conosce benissimo la zona e, quindi, non sa fornire molti riferimenti utli alla ricostruzione dell'accaduto. Senza andare al Bonatti, sarebbe già un bel passo avanti se lo stesso Gazzola andasse in Val Ferret e indicasse in quale punto ha incrociato la strada asfaltata.

DISCORSO RESPONSABILITA’

In tutta questa vicenda, come già detto, c’è un solo e grande rammarico. Quello che Gazzola da Courmayeur non sia risalito al Bertone. Avrebbe vinto il Tor des Géants con un qualcosa D+, un qualcosa di mitico. Questa, però è una situazione che con il senno di poi non si sarebbe potuta verificare. Di seguito spiego le mie ragioni.

PUBBLICO/ASSISTENTI: RESPONSABILITA’ ZERO

Io penso che all’arrivo di Courmayeur la situazione fosse particolarmente concitata. E’ normale perché festeggiare il primo concorrente del Tor des Géants è un avvenimento speciale. Quindi non parlo di responsabilità ma di rammarico. Non penso che ci potesse essere una sola persona tra il pubblico  o tra gli eventuali assistenti di Gazzola che potesse consigliarli di tornare al Bertone prima di farsi interrompere il tempo con il chip. Non lo penso perché nessuno poteva sapere che Gazzola non era transitato dallo stesso Bertone.

GIUDICI AL BERTONE: RESPONSABILITA’ ZERO

Dopo 52 minuti che Gazzola aveva lasciato il rifugio Bonatti, non penso avessero potuto realizzare l’anomalia neanche i giudici al Bertone. Per loro era del tutto normale non avere ancora visto transitare Gazzola quando lui era già a Courmayeur. Il tratto Bonatti-Bertone è del tutto normale compierlo in un tempo superiore, a maggior ragione se si hanno 325 km sulle gambe. Quindi, direi che il discorso responsabilità dei giudici del Bertone non centra nulla.

ORGANIZZATORI ALL’ARRIVO:  RESPONSABILITA’ ZERO

Su questo punto vorrei spiegarmi bene perché nei giorni scorsi ho espresso un giudizio differente. Premetto, onde evitare fraintendimenti,  che non ho contattato nessuno dell’organizzazione ma, semplicemente, ritorno sui miei passi. Con il senno di poi sarebbe stato fantastico se qualcuno dell’organizzazione avesse realizzato che il tempo di Gazzola era inferiore e di molto alle aspettative. Però, avrebbe dovuto chiedergli delle spiegazioni per capire la situazione prima di stoppargli il tempo. Una volta interrotto il tempo, infatti, la gara è finita.

Ripeto, sarebbe stato tutto bello ma improponibile nella sua realizzazione.

Circa 25 minuti prima della decisione ufficiale della giuria, io avevo riportato sul forum di Distanceplus che il tempo di Gazzola dal Bertone al Bonatti non era in linea con quello fatto registrare dai migliori atleti lo scorso anno. Vi assicuro che per me non è stato ne facile ne immediato realizzare che Gazzola aveva accorciato il percorso. Ho confrontato i tempi con quelli dell’Utmb che passa nel tratto in questione in direzione contraria e ho poi realizzato l’accaduto dopo svariati ragionamenti e parecchio tempo. Penso che sia improvabile che qualcuno potesse realizzare tutto questo in pochi minuti in una situazione simile a quella di un arrivo di una gara, a maggior ragione di una gara importante come il Tor des Géants. Del resto, non sappiamo in quanto tempo gli stessi organizzatori hanno compreso che Gazzola non era transitato dal Bertone perché, come già ampiamente detto, molto probabilmente lo stesso pensava di esserci passato. Presumo che a loro la comunicazione a loro sia stata data dagli assistenti preposti al Bertone, molto tempo dopo, quando questi hanno costatato che Gazzola non era ancora transitato da loro una volta trascorso il tempo da loro previsto previsto.

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