Limone piemonte, 26 giugno 2010, ore 4.45
Le cremine son spalmate
ben puntato è il pettorale
cacca e piscia evacuate
non c’è in giro il temporale
scarpe raspano per terra
pronti via, si va alla guerra
è l’ultimo sms alla signora dei levrieri, che sta dormendo a casa, metto il telefono in silenzioso e lo infilo nella tasca dello zaino... inutili chiacchiere nella primissima luce del mattino, frontale sì? frontale no? un occhio alla fila che si accalca alla punzonatura, partiremo in ritardo, frontale no, in sacco anche lei... la boccuccia semiaperta del salomon 10+3 customized mi guarda in attesa della giacca da riporre all’ultimo momento, ancora qualche parola per far passare il tempo, la fila è ormai ridotta a poche persone, via la giacca, su lo zaino, allacciare le cinghie, “dio per tutti e ognuno per sè, e ‘ndè in mona tuti”, dico ad alta voce per spegnere i contatti con l’esterno... un paio di saluti personali ancora e poi, stringendo nervosamente l’impugnatura dei bastoni, svuoto definitivamente la testa, pensieri zero, via, capisco che hanno dato la partenza perchè il mucchio comincia lentamente a muoversi... via senza spari e senza musica, via per le stradine in leggera salita di una limone addormentata, che nemmeno si accorge del nostro passaggio, via corricchiando, rompendo il fiato, crescendo piano un ritmo, cercando una posizione buona per ataccare la prima salita senza intralci, via... seggiovia al sole, ci siamo, si imbocca la strada di servizio della pista, già sgranati e comunque con una doppia traccia ancora a disposizione, il gruppo a trovare pian piano il suo naturale assetto... odore di erba umida, verde rigoglioso di caducifoglie nel loro pieno splendore di prima estate, luce argentea in un cielo che preannuncia una giornata splendida, su, con passo deciso ed efficace, su fino all’arrivo della seggiovia, ultimo segno di civiltà, su per un bel primo tiro, e per deviare poi verso una valle laterale lasciandoci alle spalle, con un allegro saliscendi, ogni traccia umana...