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Racconti Europa

15Mar

La Transgrancanaria di Vincenzo

3Della mia Transgrancanaria non ho molto da dire se non che ci sono andato praticamente con la certezza del ritiro visto che di allenamento non ne avevo assolutamente a parte un paio d'ore di collinare fatto un mese prima e 40 minuti di su e giù da un tavolino.

Correre con la testa

Partecipare a questa gara chiaramente è stato interessante per me, era la prima volta nell'ultra trail, quindi è stato un po’ come il primo giorno di scuola, dopo che, iniziato a correre a 59 anni suonati con la speranza di poter terminare il TOR mi sono dovuto arrendere dopo 48 km. Ora a Gran Canaria mi ero presentato motivato a terminare la gara a qualunque costo per non deludere la mia compagna Julia Baykova impegnata nella 120km (anche lei come me senza un minimo di preparazione).

Julia è caparbia e se si mette in testa qualcosa la porta a termine sempre, quindi dal momento del via ho pensato solo allo sforzo che stava facendo lei ed io con 40km in meno non dovevo mollare. Ero certo che per lei sapere che io ero in gara le avrebbe dato una grande forza e così è stato nonostante la durezza del percorso 120 km con 7.000 m D+. La mia prova si svolgeva su 83 km di percorso con 5.000 m D+ ma quasi tutti nei primi 50 km.

1Da lì in poi il percorso iniziava a essere un susseguirsi di tratti sassosi con uno particolarmente lungo circa 7 km, una sorta di torrente in secca dove anche il grande Marco Olmo è caduto per fortuna senza gravi conseguenze. Per buona parte del percorso ci ha accompagnato la pioggia, il vento e anche il freddo non è mancato ma forse è stato meglio. Ho terminato la gara in 18h11’56’’ classificandomi 227° su 267 arrivati e circa 100 ritirati, mentre Julia nella sua 120km ha chiuso al 108° posto su 265 arrivati in 22h11’39’’, nona donna. Il percorso bello ma non segnalato alla perfezione e in alcuni punti bisognava proseguire a intuizione e alcune volte si è dovuto tornare sui propri passi, ristori ottimi e ben piazzati.

L'arrivo spettacolare, nonostante fosse mezzanotte due ali di folla ci accompagnavano per gli
ultimi 100 metri con applausi e incitamenti: lì mi sono emozionato e quando ci ripenso mi emoziono ancora..... sono finisher questo è quello che conta!!!!

In un'altra vita probabilmente inizierò a correre da giovane.

Per vedere l'arrivo di Vincenzo nel video ufficiale clicca qui (11°minuto)

scritto da: Vincenzo Bertina, categoria: Racconti Europa, News, Racconti, 2013, 2012, Marzo 2013

28Gen

UN SOGNO LUNGO DALLE ALPI AL MARE

Domenica 20 gennaio 2013. Ncro-2evica.

Circa un anno fa si aprivano le iscrizioni alla X edizione della CRO-MAGNON. In pochi giorni i soli 400 posti disponibili si esaurivano e senza aver il tempo di riflettere mi ritrovai tra gli iscritti. Si è trattato di un edizione storica, con un percorso che attraversando la valle delle Meraviglie fino al Passo del Diavolo proseguiva nel Parco Naturale del Mercantour la cui direzione non darà il permesso; infatti quest’anno nonostante gli sforzi degli organizzatori (tra cui Elio Bottero) di creare un nuovo percorso, la Cro-Magnon non prenderà il via; ci sono buoni propositi per il 2014, ma intanto la delusione degli affezionati a una gara nata quando il trail in Italia non era ancora un movimento diffuso come oggi, è tanta.

scritto da: Matteo Renda, categoria: Racconti Europa, News, Racconti

20Ott

Spartathlon 2011

SPARTATHLON 2011: IL MIO CAPOLAVORO

spartathlonCon la SPARTATHLON 2010 ho realizzato un sogno, è tutto vero eppure nonostante sia trascorso un anno tutte le volte che ci penso mi pongo la stessa domanda: ma come ho fatto ad arrivare al traguardo in quelle condizioni ?? ricordo, per chi non lo sapesse, che da buon masochista mi inventai di correre questa corsetta di soli 246 km con calze e scarpe "nuove di pacca", infatti tolsi le etichette la sera prima della gara. Il mal di piedi era già presente alla partenza dopo pochi metri dal via, sulla dolce discesa dell'Acropoli mi dicevo "me la vedo brutta" se tutto va bene sarà un disastro, poi se ci mettiamo le tante ore corse durante la notte sotto un terribile nubifragio che ha mietuto molte vittime e con l'arrivo dell'alba le prime avvisaglie influenzali; ad un controllo medico la dottoressa dopo avermi controllato i parametri vitali mi disse: la febbre c'è ed è anche abbastanza alta (38.3°) però dopo uno sforzo simile è anche del tutto normale, non hai nulla di grave è nelle tue mani la voglia di continuare a soffrire e arrivare al traguardo. Quelle parole unite alla mia grande forza di volontà fecero si che l'ago della bilancia andasse a posizionarsi verso la parte positiva e mi diedero una spinta incredibile, eppure nonostante tutto rimango ancora incredulo. Ricordo perfino che non vedevo l'ora che finisse questo calvario per poter finalmente togliere le scarpe, il traguardo quasi assumeva un aspetto secondario. E’ trascorso un anno sono ancora qui all'Acropoli di Atene venerdi 30 settembre, mi sto misurando ancora con me stesso, voglio rimettermi in gioco ma questa volta con più certezze e soprattutto me la voglio godere fino in fondo, il dazio dell’atroce sofferenza l’ho pagato con gli interessi nella passata edizione e perciò mi sento in credito dalla buona sorte, molto in credito.

La preparazione di questa gara è stata direi più che ottima soprattutto in questi ultimi 4 mesi ho regolarmente corso un kilometraggio si importante ma non esagerato, ho diminuito le uscite portandole da 6 a 5 giorni settimanali ma nello stesso tempo ho allungato le distanze suddivise nelle seguenti modalità: martedi e giovedi 22/25 km collinari con ultimi 5 km in progressione. Venerdi lungo collinare di 35/40 km, sabato defaticamento 10/15 km a ritmo molto ma molto blando. Domenica corsetta non agonistica in gruppo, quelle organizzate dall'UMV in cui andavo a curare la velocità, ritmo e media. Quest'anno già la data di partenza della SPARTATHLON ha un significato importante: è il giorno del compleanno di Niccolò. Mio figlio oggi compie 10 anni, l’ho lasciato dicendogli che il traguardo sarebbe stato tutto per lui, sarebbe stato il "mio regalo più grande". Ho voglia di far bene, ho voglia di riscattare tutta quella grande sofferenza che ho dovuto sopportare l'anno scorso per coronare "IL SOGNO", ma se a priori qualcuno mi avesse pronosticato ciò che avrei combinato quest’anno gli avrei dato del drogato. Ho voglia di fare bene per onorare il grande sforzo economico che il MIO presidente, unito a tutto il direttivo della sezione FIDAS di Valeggio sul Mincio di cui faccio orgogliosamente parte, ha sostenuto per omaggiarmi di due stupende magliette tecniche personalizzate inneggianti alla SPARTATHLON, non posso fallire anche perché il sabato successivo alla corsa ricorre la festa del 49° anno di fondazione della sezione io sarò premiato con la medaglia d'oro per le mie 45 donazioni e presentarmi con un fallimento non ci penserei nemmeno, anzi ho detto al mio presidente se dovesse andare male non torno proprio a casa...

scritto da: Marco Mazzi, categoria: Racconti Europa, Racconti, 2011

30Set

Ultra Trail du Mont Blanc 2011

Il mio UTMB

 “ Ciao sono Darta , hai voglia di scrivere qualche riga sul tuo UTMB ? “.

9Ed eccomi qui, ancora frastornato da questa forte esperienza, a cercare di fare il punto e rimettere insieme le idee di quel che ho vissuto in quest’ultima settimana . Ci mettiamo d’accordo, dopo la consueta uscita del mercoledì a Montevecchia, di trovarci la mattina seguente al casello autostradale di Agrate. Siamo io, Gessy, già finisher UTMB e PTL, la vulcanica Cinzia nazionale e Matteo, che ci fa gentilmente da autista. In macchina si ride, ci si domanda se siamo pronti per affrontare l’impresa. Mi tornano in mente le parole dell’amico Maurizio. “ bisogna semper cupà la bestia grosa “ ed è con lo spirito di provarci ad accoppare quella grossa bestia che è l’UTMB che mi avvicino a Chamonix. E’ dal Valdigne che non gareggio più ; in questo mese d’agosto solo due uscite lunghe, una notturna e una di giorno, per stare un po’ sulle gambe. Lo stato di forma non è dei migliori, mi sento molto più stanco rispetto a un paio di mesi fa e le caviglie nell’ultima uscita erano talmente rigide che ho dovuto affidarmi ad un osteopata per farmele sbloccare. Tutto questo però non mi spaventa. Per esperienza, anche se piccola, so che la gara sarà una cosa a sé ! La giornata di venerdì passa nell’attesa della partenza : rassegnazione quando arriva il messaggio che la partenza sarà posticipata alle 23 e 30 a causa del passaggio di una perturbazione. E infatti piove. Sulla macchina che ci porta alla partenza c’è anche Fluido ma nessuno ha voglia di scherzare. Anche lui che di solito è sempre molto carico sembra subire la tensione. L’acqua picchia sui vetri e l’atmosfera è quella dei soldati che partono per il fronte. “ Era una notteeee chee pioveeeva, e che tirava un forte ventooo !....” intono, cercando di sdrammatizzare.

scritto da: Walter Gioele Colombo (Nuvola), categoria: Racconti Europa, Racconti, 2011

20Set

TDS 2011

TDS 2011 ...lunghissima (30 ore) !!

IMG00337-20110826-1130Courmayeur, giovedì 25 agosto 2011: Ore 8:30. Finalmente arriva il momento della partenza. Gli ultimi giorni stavano diventando ormai insopportabili, l’attesa dell’evento dell’anno mi creava uno stato di ansia da togliere il sonno, ero angosciato perché ogni volta che affronti una sfida di questo genere è come se quelle passate fossero state completamente cancellate, ti senti come un pivello alla sua prima esperienza, non c’è nessun ricordo, nessun indizio, nessun buon suggerimento dal passato su come affrontare la gara, dall’alimentazione alla tattica, il vuoto assoluto, tam quam tabula rasa.

Mentre ti avvicini al gonfiabile della partenza, mentre senti lo speaker che annuncia probabili deviazioni del percorso per cattive condizioni meteo, mentre ti guardi in giro per cercare di riconoscere qualche viso familiare, ecco che la tensione svanisce piano piano, cominci a sentire le energie distribuirsi in tutto il corpo, ti stai finalmente preparando al via, come le auto da corsa nel giro di riscaldamento, e incroci lo sguardo con centinaia di altri come te, con chissà quali aspettative, sai benissimo che uno su tre non arriverà alla fine, quindi cerchi di aggregarti con qualcuno, c’è qualche possibilità che siano gli altri a fermarsi prima. La concentrazione si materializza su queste facce, ormai anche i dettagliatissimi rituali, cremine, guantini, bastoncini, allacciamento scarpe, occhiali da sole, cappellini o bandane, sono terminati, la musica dei pirati dei caraibi sovrasta il vocìo sempre più flebile e rimescola i mitocondri e gli apparati del golgi. Ore 9:00, ecco lo sparo, partiti !!

scritto da: Claudio Ferrari (Funa), categoria: Racconti Europa, Racconti, 2011

25Ago

Gran Raid des Pyrènèes 2011 (FB)

150.000 passi...col sasso in tascapirenei3

riparto da qui, la fine del racconto dello scorso anno ...

Idealmente alla partenza avevo raccolto un sasso. Con soddisfazione l’ho riposto dov’era. Ne ho raccolto un’altro. Per il prossimo anno. GRDP 2010 ...al di là dei panorami e del gesto sportivo la corsa mi ha fatto conoscere persone che è valsa la pena...che ga vinto el regno dea fadiga...ed è valsa la pena di farsi un culo grande come una casa... Duri i banchi fioi! estratti da alcuni SMS di stefano “tetano” bettio.

Dopo 20 ore di viaggio, ecco finalmente Arreau. Il paese ci è familiare. Lo scorso anno ci ha ospitato lo stesso appartamento. Per lo stesso motivo: Le Grand Raid Des Pyrénées. Scarsi 160 km e poco più di 9.500 m di D+. Tanta Roba. Un dolore alla caviglia mi indispone da qualche settimana e non accenna a passare. SMS a Titanciano, il mio “maestro tatuà”. “Ostia. Impacchi de acqua calda e riposo”. Difficile coniugare il riposo con le escursioni della famiglia in vacanza. Così tento di fare giretti “rilassanti” nei giorni successivi. Un po’ passa ma neanche tanto. La prima settimana scorre nervosa con questo pensiero.


scritto da: Francesco Battaglin (Rasentin), categoria: Racconti Europa, Racconti, 2011

Soul Running Corner

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