“La volontà di sopravvivenza è una realtà che lascia sbalorditi. Giorno per giorno mi ritempro nel corpo e nello spirito, ed ora il mio sguardo ritorna ad accarezzare con amore i profili crudeli del Monte Bianco.”
Walter Bonatti, da “I GIORNI GRANDI”.
TOR DES GEANTS, dalla lingua valdostana patois, tradotto in italiano come il “giro dei giganti”. Si parte e si arriva ai piedi del Re delle Alpi, il Monte Bianco tanto amato dal grande alpinista Walter Bonatti, che ci ha lasciati per sempre proprio nei giorni di questa competizione.
Ogni volta che mi sono seduta di fronte allo schermo del computer, mi sono sempre rialzata, le emozioni e l’intensità dei pensieri erano più forti del digitare i tasti e non riuscivo a trasmettere su uno schermo tale forza interiore che a distanza di un mese è ancora viva.
Tanti sono gli amici, i conoscenti, i parenti che mi chiedono i particolari, che mi fanno domande su quello che è stata la settimana più vissuta della mia vita, quali sono state le difficoltà, le paure, quante ore ho dormito, quanto ho camminato, quanto ho corso, come mi sono vestita, che cosa ho mangiato, a che cosa pensavo duranti i lunghi tratti in solitaria, quali sono stati i maggiori problemi articolari e muscolari, che cosa mi ha spinto ad affrontare un’avventura simile, e soprattutto perché.
Rispondere a queste domande non è affatto semplice, ma di una cosa sono convinta più che mai: ogni persona può affrontare una sfida, riuscire a capire i propri limiti e saperli affrontare. Dopo il Tor des Geants io sono rinata dentro l’anima, consapevole di poter avere quella capacità e quella volontà di sopravvivenza di cui Walter Bonatti ha saputo essere il maestro.