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racconti
02Mag

Boavista Ultramarathon 2009

La mia avventura alla Boavista Ultramarathon

15 Dicembre 2009

boavista2Per il 10° anniversario di matrimonio, un traguardo straordinariamente importante, volevo regalarmi qualcosa di straordinariamente importante, qualcosa che facesse da tramite o, come si suol dire, da cordone ombelicale a quelli che sono i miei amori, le mie passioni, i miei valori, ovvero la famiglia e la corsa: quale destinazione se non alla volta di Boa Vista visto che a dicembre si corre la Ultramarathon Boavista 150 Km non stop di pura avventura, il tutto in rigorosa autosufficienza alimentare ed in orientamento. E quindi perché non parteciparvi? Ragionando per luoghi comuni, si dice che il matrimonio cambi la vita, che sia un esperienza per cosi dire "devastante", però è altrettanto vero che, seppur a volte ci si imbatta in mille difficoltà e altrettante incomprensioni, si può tranquillamente affermare che il matrimonio, e di conseguenza la famiglia, è il completamento stesso di una vita, una parte che ci rende assolutamente più umani e pronti a combattere giornalmente contro le insidie per mantenere prospero e sereno quel sentimento che ci ha portato a compiere un passo cosi importante. 

scritto da: Marco Mazzi, categoria: Racconti, Racconti Mondo, 2009

29Apr

In trepida attesa per il ritorno dei miei campioni

DdistIn attesa di sentire o di vedere Flavio, Massimo e Matteo  in questo fine settimana…

Quello che comunemente viene definito tifo sportivo, in ognuno di noi ha delle radici e delle motivazioni che spesso e volentieri sono strettamente collegabili alle vicende della propria vita. Per esempio, quella sorta di amore per una squadra di calcio che molte persone si cuciono addosso per tutta la vita come un marchio indelebile può nascere dalle situazioni più svariate. Può nascere per il semplice motivo di avere assistito alla prima partita della tua vita allo stadio in compagnia di tuo papà, oppure perché si tratta dell’unica squadra della tua città. Può anche accadere che quello stesso sentimento sia generato dall’aver visto una bella partita alla televisione.

Per i più piccoli il tifo sportivo può anche derivare dall’amore e dall’entusiasmo nutrito nei confronti di un singolo campione. Non a caso il business legato al mondo sportivo si è inventato i nomi dei giocatori stampato in bella mostra sulle magliette. Osservare un ragazzino che calcia un pallone con il nome del suo campione preferito sulla schiena è abbastanza comune da osservare nei giardini delle nostre città. A proposito, ma i ragazzini giocano ancora a pallone nei giardini?

scritto da: Fabio Menino, categoria: Racconti, Racconti Italia, 2011

28Apr

Ultra Trail du Mont Blanc 2010

La Divina Corsa ovvero l’UTMB: storia di un sogno di fine agosto

(di Stefano Bettio, per gentile concessione di X.RUN)

27 agosto 2010, Chamonix ore diciotto e venti.

copertina vol2 #5 Le prime gocce di pioggia cadono sulle note dell’inno di Mameli e si trasformano in un vero e proprio scroscio sulle parole “le jour de gloire est arrivè” della rivoluzionaria marsigliese. Non mi preoccupo più di tanto, penso che, se deve essere l’impresa della vita, non sarà la pioggia ne tanto meno il freddo e il fango a fermarmi. La vicinanza dell’inseparabile Roby e la vista della Place Triangle de L’Amitiè traboccante dei duemilatrecento trailers mi confortano.

Una cosa, a dire il vero, mi lascia perplesso, ed è la vista degli zaini di molti di loro di dimensioni davvero ridotte rispetto al mio. Io ho sulle spalle la bellezza di circa cinque/sei chili di cui uno d’acqua, il resto del peso è tutto l’abbigliamento necessario per affrontare il previsto temporale sul Col du Bonhomme e quello successivo sul Col de la Signe, qualche chilo in più che dà ulteriore coraggio e sicurezza. Il ricordo del Gran Trail du Mercantour dell’anno scorso, la salita alla Cime du Pisset sotto la tormenta e poi il mesto ritorno al Refuge de Madonne de la Fenetre sono incisi indelebili nella memoria. Inquietudine che svanisce di fronte alla collaudata macchina organizzativa della UTMB, nulla lasciato al caso, il massimo della sicurezza per una gara così lunga, impegnativa e con numerosi passaggi ben sopra i duemila metri di altitudine. Nell’edizione dell’anno scorso un ginocchio bizzoso e la mia scarsa convinzione nella capacità di soffrire ad oltranza mi fermarono al settantottesimo chilometro di Courmayeur, quest’anno ho la certezza che non finirà così.

Scarica l'articolo di X.RUN

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scritto da: Stefano Bettio, categoria: Racconti, Racconti Europa, 2010

23Apr

Lanzarote Lavatrail 2011 (DB)

" 83 KM DI EMOZIONI ”

lavatrail2Sono le 4 del mattino, mi alzo, non ne posso più di stare a letto, in pratica non ho mai dormito, dopo la "Stracata" di ieri le gambe non me lo consentono, al minimo movimento un crampetto qui un'altro là, è impossibile dormire x me, lo sapevo già, mentre MAX dorme come un ghiro, ma non importa la mia storia è stata scritta, almeno x me, ora non resta che riposare, iniziamo con il racconto: Inizio col dirvi che c'è l'ho fatta, non ero sicuro di questo, era la 1° ULTRA con questa distanza, dopo aver girato in lungo e largo l'isola nei giorni precedenti, la sera prima della gara comincio ad avere i primi sintomi di mal di testa, la causa è lo stomaco, qualcosa mi ha fatto male nel mangiare, sò cosa mi potrebbe succedere la notte, è molto probabile che la faccia in bianco, è già capitato, ho mangiato solo 1/4 di pizza e poi subito a comperare un'aspirina, sperando che faccia effetto, poi subito a nanna. Fortunatamente la mattina alle 3 stò meglio, non proprio in forma ma abbastanza per provare a correre, la sera ero già convinto di non partecipare, faccio colazione e alle 4 parto assieme agli amici alla volta di Playa Blanca, dove prenderemo il bus che ci porterà alla partenza, arriviamo anche troppo presto, visto che non è tanto caldo, ci accampiano nei bagni dove è più caldino, aspettando la partenza alle 7.

scritto da: Danilo Biagiotti (Miticojane), categoria: Racconti, Racconti Europa, 2011

20Apr

Anton Krupicka: On Being Real

TonyRipropongo una riflessione dell’atleta americano Anton Krupicka pubblicata su Running Times Trail. E’ una vera e propria rivisitazione del suo modo di essere e del suo vivere la corsa in natura.

Per Krupicka l’autenticità del proprio essere è un valore da ricercare nella propria esistenza. La stessa autenticità come valore è però difficile da conquistare nella società moderna. Per Krupicka la sua personale autenticità non è rappresentata dalla corsa ma dalla sola corsa in montagna fatta con assoluto rigore quotidiano. Per Anton ogni corsa in montagna è l'occasione per affrontare il mondo nei suoi termini più liberi ed è quindi un'opportunità per la sua formazione e la sua crescita personale

Con la corsa in montagna lo stesso Krupicka sostiene di riuscire ad entrare in uno vero e proprio spazio creativo, in un’esperienza singolare e unica rispetto alle sue forze e alle sue debolezze. In questo contesto per Anton i beni materiali rischiano di creare la mancanza di un fondamento all’azione pura o al suo essere.

Anton fa anche riferimento all’apparente contrapposizione tra uno stato di tipo spirituale con quello più materiale, collegato all’aspetto agonistico. A causa della situazione intrinseca che si crea in una gara con la presenza di altri concorrenti, le gare sono l'unica possibilità realistica che lui ha per esplorare con assoluta certezza gli strati più profondi del suo carattere fisico e mentale. La competizione e la sfida con gli avversari per Anton sono anche fonte di stimolo per allenarsi duramente. Il correre così inteso è per lui come uno stile di vita e il correre con gli altri è una celebrazione di questo stile di vita, una espressione pubblica e collaborativa delle migliaia di ore trascorse affinando un mestiere specifico.

Anton sostiene infine che il suo nutrimento essenziale deriva dal trovarsi tutti i giorni sul Green Mountain. Sostiene anche che questo per lui non è però il tipo di alimentazione che si può trovare nei cibi, negli integratori, o in un libro e neanche nella corsa su strada.

scritto da: Fabio Menino, categoria: Racconti, Racconti Italia, 2011

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