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racconti
28Apr

Ultra Trail du Mont Blanc 2010

La Divina Corsa ovvero l’UTMB: storia di un sogno di fine agosto

(di Stefano Bettio, per gentile concessione di X.RUN)

27 agosto 2010, Chamonix ore diciotto e venti.

copertina vol2 #5 Le prime gocce di pioggia cadono sulle note dell’inno di Mameli e si trasformano in un vero e proprio scroscio sulle parole “le jour de gloire est arrivè” della rivoluzionaria marsigliese. Non mi preoccupo più di tanto, penso che, se deve essere l’impresa della vita, non sarà la pioggia ne tanto meno il freddo e il fango a fermarmi. La vicinanza dell’inseparabile Roby e la vista della Place Triangle de L’Amitiè traboccante dei duemilatrecento trailers mi confortano.

Una cosa, a dire il vero, mi lascia perplesso, ed è la vista degli zaini di molti di loro di dimensioni davvero ridotte rispetto al mio. Io ho sulle spalle la bellezza di circa cinque/sei chili di cui uno d’acqua, il resto del peso è tutto l’abbigliamento necessario per affrontare il previsto temporale sul Col du Bonhomme e quello successivo sul Col de la Signe, qualche chilo in più che dà ulteriore coraggio e sicurezza. Il ricordo del Gran Trail du Mercantour dell’anno scorso, la salita alla Cime du Pisset sotto la tormenta e poi il mesto ritorno al Refuge de Madonne de la Fenetre sono incisi indelebili nella memoria. Inquietudine che svanisce di fronte alla collaudata macchina organizzativa della UTMB, nulla lasciato al caso, il massimo della sicurezza per una gara così lunga, impegnativa e con numerosi passaggi ben sopra i duemila metri di altitudine. Nell’edizione dell’anno scorso un ginocchio bizzoso e la mia scarsa convinzione nella capacità di soffrire ad oltranza mi fermarono al settantottesimo chilometro di Courmayeur, quest’anno ho la certezza che non finirà così.

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scritto da: Stefano Bettio, categoria: Racconti, Racconti Europa, 2010

23Apr

Lanzarote Lavatrail 2011 (DB)

" 83 KM DI EMOZIONI ”

lavatrail2Sono le 4 del mattino, mi alzo, non ne posso più di stare a letto, in pratica non ho mai dormito, dopo la "Stracata" di ieri le gambe non me lo consentono, al minimo movimento un crampetto qui un'altro là, è impossibile dormire x me, lo sapevo già, mentre MAX dorme come un ghiro, ma non importa la mia storia è stata scritta, almeno x me, ora non resta che riposare, iniziamo con il racconto: Inizio col dirvi che c'è l'ho fatta, non ero sicuro di questo, era la 1° ULTRA con questa distanza, dopo aver girato in lungo e largo l'isola nei giorni precedenti, la sera prima della gara comincio ad avere i primi sintomi di mal di testa, la causa è lo stomaco, qualcosa mi ha fatto male nel mangiare, sò cosa mi potrebbe succedere la notte, è molto probabile che la faccia in bianco, è già capitato, ho mangiato solo 1/4 di pizza e poi subito a comperare un'aspirina, sperando che faccia effetto, poi subito a nanna. Fortunatamente la mattina alle 3 stò meglio, non proprio in forma ma abbastanza per provare a correre, la sera ero già convinto di non partecipare, faccio colazione e alle 4 parto assieme agli amici alla volta di Playa Blanca, dove prenderemo il bus che ci porterà alla partenza, arriviamo anche troppo presto, visto che non è tanto caldo, ci accampiano nei bagni dove è più caldino, aspettando la partenza alle 7.

scritto da: Danilo Biagiotti (Miticojane), categoria: Racconti, Racconti Europa, 2011

20Apr

Anton Krupicka: On Being Real

TonyRipropongo una riflessione dell’atleta americano Anton Krupicka pubblicata su Running Times Trail. E’ una vera e propria rivisitazione del suo modo di essere e del suo vivere la corsa in natura.

Per Krupicka l’autenticità del proprio essere è un valore da ricercare nella propria esistenza. La stessa autenticità come valore è però difficile da conquistare nella società moderna. Per Krupicka la sua personale autenticità non è rappresentata dalla corsa ma dalla sola corsa in montagna fatta con assoluto rigore quotidiano. Per Anton ogni corsa in montagna è l'occasione per affrontare il mondo nei suoi termini più liberi ed è quindi un'opportunità per la sua formazione e la sua crescita personale

Con la corsa in montagna lo stesso Krupicka sostiene di riuscire ad entrare in uno vero e proprio spazio creativo, in un’esperienza singolare e unica rispetto alle sue forze e alle sue debolezze. In questo contesto per Anton i beni materiali rischiano di creare la mancanza di un fondamento all’azione pura o al suo essere.

Anton fa anche riferimento all’apparente contrapposizione tra uno stato di tipo spirituale con quello più materiale, collegato all’aspetto agonistico. A causa della situazione intrinseca che si crea in una gara con la presenza di altri concorrenti, le gare sono l'unica possibilità realistica che lui ha per esplorare con assoluta certezza gli strati più profondi del suo carattere fisico e mentale. La competizione e la sfida con gli avversari per Anton sono anche fonte di stimolo per allenarsi duramente. Il correre così inteso è per lui come uno stile di vita e il correre con gli altri è una celebrazione di questo stile di vita, una espressione pubblica e collaborativa delle migliaia di ore trascorse affinando un mestiere specifico.

Anton sostiene infine che il suo nutrimento essenziale deriva dal trovarsi tutti i giorni sul Green Mountain. Sostiene anche che questo per lui non è però il tipo di alimentazione che si può trovare nei cibi, negli integratori, o in un libro e neanche nella corsa su strada.

scritto da: Fabio Menino, categoria: Racconti, Racconti Italia, 2011

18Apr

Marathon des Sables 2011

26 ^ Sultan Marathon des Sables 2011.

PartenzaQuando tre anni fa, per sfida, ho ricominciato a correre (si fa per dire) ho cominciato a pensare alla Marathon des Sables, una gara mitica, storica e conosciuta anche dai non praticanti. Cosi per capire cosa fosse il deserto e come fosse possibile correre o camminare attraverso esso senza affaticarsi ho partecipato a due edizioni 100 km del Sahara in Tunisia, a due Extréme Marathon de Zagora in Marocco, alla Marathon d’Afrique in Senegal e alla 100 km della Namibia. Esperienze diverse tra di loro ma tutte belle che confermavano sempre come con il caldo il mio fisico non soffriva molto e, specialmente, che i miei piedi non si trasformavano, soffrendo. Così ero subito pronta a ripartire, finita un’esperienza con ancora piu entusiasmo, quindi non perdevo la motivazione. A marzo dell’anno scorso di ritorno dalla 2^ esperienza con la 100 km del Sahara in Tunisia ho inviato la richiesta di iscrizione alla Marathon des Sables e sono stata accettata, poi si sono aggregati altri amici conosciuti nelle varie gare con i quali ci siamo anche costituiti come squadra. Un’esperienza nuova molto interessante, specialmente per la cooperazione.

categoria: Racconti, Racconti Mondo

12Apr

Team Salomon International 2011

Salomon1Una giornata in compagnia dei “diavoli bianchi”. Signes (FRA) 09 aprile 2011

A meno di tre mesi dalla nascita di Distanceplus, è giunto in redazione, a dire il vero inaspettato, un invito molto particolare. Ci è stata data la possibilità di conoscere e di intervistare gli atleti del Team Salomon International in occasione del trail di Signes. L’autore di questa piacevole sorpresa è stato Andrea Callera, Country Manager Salomon per l’Italia. Di tutto il Team D+, quello che si è dovuto sacrificare per questa gravosa incombenza, è stato proprio il sottoscritto.

Andrea ha trascorso una settimana con gli stessi atleti nei pressi di Cap Esterel, a circa 100 km di distanza da Signes. Mi ha raccontato di un’attività molto intensa, trascorsa testando i nuovi modelli di calzature, l’abbigliamento e facendo alcuni servizi fotografici. I suoi racconti durante la settimana, con molti aneddoti sugli stessi atleti, non hanno fatto altro che accrescere la mia curiosità di poter conoscere, anche se in parte, quel mondo fatto di ragazzi volenterosi trasformatisi ormai in veri e propri campioni. Avevo ancora nella mente, per esempio, la sua descrizione inerente ai test dell’abbigliamento. Mi raccontò che i ragazzi pesavano i loro capi prima di uscire e ripetevano l’operazione una volta rientrati dall’allenamento per vedere quanta umidità avessero assorbito.

scritto da: Fabio Menino, categoria: Racconti, Racconti Italia, 2011

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